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Port Macquarie

Port Macquarie, NSW, 19 set 2012, ore 20:41, parcheggio

Proseguendo verso Nord lungo la Pacific Highway si giunge a Port Macquarie. Dalla Lonely Planet viene presentata come una banalissima città del lungomare che però, una volta raggiunta, si rivela essere molto di più. La caratteristica che colpisce maggiormente di Port, come viene chiamata dalla gente del luogo e come è indicata sui cartelli, sono le mille spiagge che può vantare. Situata su un promontorio roccioso, è tutto un susseguirsi di spiagge incastonate nella roccia. Partendo dalla Lighthouse Beach, la spiaggia del faro, queste insenature continuano fino al centro città e alla centralissima Town Beach. Per gli abitanti di qui il mare deve essere come una seconda casa. Quasi davanti ad ogni giardino, e i giardini di qui appartengono a ville affacciate sull’oceano, c’è una barca parcheggiata. Lungo le strade si incontrano giovani in costume che, con una tavola da surf sotto al braccio, ridono e scherzano e si dirigono alle spiagge. Anche se qui non è ancora estate, sono tutti abbronzatissimi, biondissimi e con occhiali da sole e cappellino.

Il centro cittadino è un continuo sali scendi di strade intersecate da rotatorie. Il traffico non è soffocante anche se la città, nel complesso, è parecchio vivace. I negozi, e non i grattacieli pieni di uffici, formano il Central Business District e ce ne sono per tutti i gusti. A Port, infatti, sono finalmente riuscito a trovare un libro che cercavo da tempo. Il Camp 6 Australian Wide è la guida fondamentale per tutti coloro che si muovono in van attraverso l’Australia. E’ un librone di trecento pagine che racchiude uno stradario di tutto il Paese e una lista di oltre tremila aree di sosta con informazioni circa l’ubicazione, i servizi offerti e il prezzo di ogni campeggio. Farne a meno è quasi impensabile.

Seguendo la Lakes Way, prima di giungere a Port, si passa per Forster. Una città come tante, strade larghissime e case spaziali. Qui però ho visto una cosa che voglio ricordare. Ad un certo punto la strada prosegue su un ponte che attraversa lo stretto tra il lago Wallis e l’Oceano. Qui ho visto, finora, il fondo marino più bello d’Australia, con sabbia bianchissima e acqua dalle mille sfaccettature di turchese. In alcuni punti il fondale è così basso che si possono notare delle chiazze di acqua trasparente e bianchissima sabbia. Tutto intorno, case, parchi giochi e piccoli moli. E’ quasi surreale talmente è bello il contrasto tra il mare tropicale e una cittadina qualunque. Ero indeciso se prendere la Lakes Way. E’ una deviazione dalla Pacific Highway che costeggia la zona del lago Myall e si estende attraverso il Parco Nazionale da cui prende il nome. E’ stata però una gran scelta. Oltre ad avermi regalato Forster è stata una grande esperienza guidare attraverso le foreste pluviali che circondano il lago. Chilometri e chilometri di alberi e cartelli di koala e canguri ad ogni curva. Evviva l’Australia!

Come ogni sera, anche a Port Macquarie, il sole scende lento verso il mare e il cielo si infiamma. Tutto va per il meglio.

E il viaggio continua.

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