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Posts tagged “commonwealth

Telstra, Commonwealth e Hungry Jack’s

Perth, Australia, 3 mar 2012, 11:06, Hungry Jack’s

Se è vero che “chi ha tempo, non aspetti tempo” oggi sono partito alla grande. Innanzitutto possiedo un telefono australiano, o meglio, il mio iPhone adesso ha una scheda australiana, una scheda Telsra. Questa compagnia mi fornisce un piano tariffario per il quale per trenta dollari australiani ho un credito di duecentocinquanta dollari, quattrocento mb di traffico internet e chiamate e messaggi gratis verso tutti i numeri australiani dalle sei di sera alle sei di mattina. Un ottimo affare. Appena uscito dal negozio di telefonia sono entrato in banca e ho aperto un conto. La Commonwealth Bank fornisce un conto privo di commissioni per quattro dollari al mese. Se sul conto sono presenti più di duemila dollari, allora le spese si azzerano. Tra cinque giorni lavorativi dovrebbe arrivarmi una lettera con dentro il bancomat/carta di credito. Ho dato l’indirizzo dell’ostello e nessuno ha battuto ciglio, sia per il fatto che io viva in un ostello, sia per il fatto che non ho depositato nemmeno un dollaro sul conto. Volevo fare anche il TFL, il Tax File Number, un numero che ha a che fare con le tasse, anche se non ho capito ancora bene in che modo. Ho cercato l’ufficio che mi avevano detto, ma o era chiuso il sabato o io non l’ho trovato. Ci andrò martedì, perché qui lunedì è festa e tutto è chiuso a parte i centri commerciali. Ho anche comprato il giornale, perché al sabato sono presenti gli annunci di lavoro e le case e tante altre cose. Il sabato il quotidiano pesa un chilo ed è pieno di opuscoli e quant’altro. Adesso me lo sto leggendo al Hungry Jack’s, una catena di fast food che ho visto solo qui: hamburger cotti alla griglia e pancetta quasi vera. Il massimo!


Londra o Hong Kong?

Hong Kong, 16 feb 2011, giorno 36, ore 13:12, marciapiede di fronte all’ambasciata cinese

Londra o Hong Kong? Se lo si dovesse intuire dal clima si farebbe molta fatica. Nonostante ci siano tra loro migliaia di chilometri e anche svariati paralleli, queste due città hanno molto in comune. Spesso piove, ancor più spesso c’è nuvoloso o la nebbia, c’è tanto smog e ancora più traffico e si viaggia per strada tenendo la sinistra. Per fortuna a togliere ogni dubbio ci sono insegne scritte in cinese ovunque. Anche in metro prima di salire si sente la voce che dice “Mind the gap”. Come Singapore, anche Hong Kong è stato un territorio posseduto dalla Gran Bretagna, anche se non fa parte del Commonwealth, e il suo passato da colonia britannica traspare non solo dal senso di marcia e dal nome delle vie (Queens road, Glochester road, Victory avenue e molte altre) ma anche dal numero di inglesi che si incontrano in giro, un aspetto che ho riscontrato anche a Singapore. Camminando per la strada o per la metro, ad un certo punto si può cogliere quell’inconfondibile accento inglese provenire dalla bocca di qualche turista. Il loro aspetto conferma entrambi i punti: sono inglesi e sono turisti. Forse, ho pensato, incoraggiati anche dalla somiglianza del clima, agli inglesi piace trascorrere le ferie scorrazzando per le vie delle ex colonie e i territori ancora in parte legati alla Gran Bretagna e alla loro Regina. Magari per controllare che tutto sia in ordine “sul continente” e oltremare. L’ultima somiglianza con Singapore su cui voglio soffermarmi è il denaro: è di plastica. Le banconote sono infatti stampate su un materiale che non è la filigrana come nella maggior parte del mondo, ma su un supporto di tipo plastico, molto più resistente all’usura e agli strappi. Il sigillo di garanzia è trasparente anziché essere argentato e cangiante. A Singapore ho trovato una sola banconota di carta, da 2 dollari, che ho conservato, mentre a Hong Kong sono ancora quelle di carta a farla da padrone. Direi un 80% carta contro un 20% plastica. Anche le monete sono strane, ma di metallo. Mentre in Giappone avevo gli Yen bucati al centro, qui c’è la moneta da 2 dollari che è di forma dodecaedrica coi lati arrotondati all’interno. E’ la quarta valuta che cambio nel giro di due settimane e visto che la maggior parte di queste si chiamano dollari devo dire che inizio a fare un po’ di confusione. Più che altro non ho più il senso del prezzo, di quanto costi e valga la roba. Problema: a Taipei un pacchetto di Marlboro costa 75 nuovi dollari di Taiwan, a Singapore costa 12,50 dollari di Singapore e a Hong Kong 30 dollari di Hong Kong. Il lettore determini quale di questi prezzi è una rapina a mano armata.