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Cina vissuta…. in pillole

Chengdu, Sichuan, 1 mar 2011, giorno 49, Mac Donald’s

LE STRADE: per le strade della Cina vige la legge del più forte. Non so se il codice della strada dica proprio questo, però nella pratica è così. Chi è più grosso passa. Questo significa che il pedone vale come il due di coppe con briscola spade: un bel niente. Non solo i semafori pedonali non sono sempre presenti agli incroci, ma anche quando presenti, non contano nulla. Se passi col verde e passa anche una macchina in quel momento, guai a pensare “E’ verde, si fermerà”. Non solo l’auto non si ferma, ma se è costretta a frenare per evitarti, suona il clacson con un foga degna della vittoria dei mondiali e ti offende pesantemente in cinese. Subito dopo le auto ci sono gli scooter. Molti di questi sono elettrici, quindi essi sono dappertutto: sui marciapiedi, nelle isole pedonali, nelle stazioni e nei sottopassaggi. Giuro, li ho visti anche negli atri delle stazioni. E non è che dicano, hei, siamo in una stazione, stiamo attenti a i pedoni. No, no, no. Loro passano e vanno a tutta birra; se tu ti scansi bene, altrimenti ti stirano. Ma non c’è da preoccuparsi. Il loro passaggio è sempre sostenuto da abbondanti colpi di clacson, talmente abbondanti che io ne ho sentiti più in 20 gg di Cina che in 26 anni di vita. Il pedone è quindi costretto a guardarsi continuamente intorno, per essere pronto a scansarsi al minimo segno di pericolo. Passeggiare con l’iPod è fortemente sconsigliato. Si rischia la vita davvero. Il pericolo più grande rimangono comunque gli autobus. Sono loro le superstar del traffico cinese, quindi credo che meritino una sezione apposita.

GLI AUTOBUS: gli autobus sono, appunto, i re della foresta. Nessuno è al sicuro. Riga continua, curva, zona pedonale, zona traffico limitato. Niente. Per loro tutto è lecito. Se quando sorpassano dall’altra parte della carreggiata in senso opposto sta venendo in contro loro un veicolo, non solo non accennano a tentennamenti, ma iniziano a sfanalare e avvertire col clacson il malcapitato che o si sposta lui, o viene falciato. E gli autisti di autobus in Cina sono davvero dei duri. Come si fa a diventare un autista di autobus? E’ facile: si compra un autobus e si sceglie una tratta. Poi si sceglie un socio, generalmente una donna, che si metta al finestrino ad incitare i passanti a salire sul vostro autobus. Perchè di sicuro avete tutti bisogno di un autobus. Coraggio salite. E quando la gente sale, la vostra socia li fa entrare e , una volta accomodati, va a ritirare i soldi del biglietto. Dopodichè basta ripetere questa operazione per il tutto per tutto il giorno ed è fatta. Questo è quello che ho capito dalle varie scene a cui ho assistito. Il lettore o il viaggiatore immaginerà che il tempo di percorrenza è decisamente variabile. Finchè il bus non è pieno si passa il viaggio a raccattare persone per la strada. Non è che si può sprecare benzina, no?

IL CLACSON: l’uso del clacson è decisamente abusato da tutti coloro che ne posseggono uno.

LE PERSONE: i cinesi sono il popolo più zozzone che abbia mai visto. Loro espletano le loro funzioni corporali con una noncuranza degna delle vacche al pascolo. Tutti sputano. Tutti. Uomini e donne. Ma non è che sputino e basta: scatarrano. Tirano su col naso fino a farsi uscire i capillari dalle orecchie e dagli occhi e poi sputano su qualunque superficie possa essere calpestata. Stazioni, piazze, autobus, treni, luoghi chiusi. Dappertutto. Dalla mattina alla sera loro sputano. Se poi sono sull’autobus e aprono il finestrino per sputare fuori e un qualche schizzo di saliva vi arriva addosso hei: certo non ammazza. Naturalmente i peti e i rutti seguono a ruota. Vorrete micca che vi scoppi un occhio! All’inizio questa cosa un po’ infastidisce. Dopo due settimane è proprio molesta, soprattutto la mattina. Però che ci volete fare? Nessuno puzza, però. I vagoni dei treni carichi come i carri merci nazisti che trasportavano i deportati ai campi di concentramento hanno un odore neutro; di assembramento umano, ma neutro. Gli odori che offre una carrozza media Trenitalia in un pomeriggio di luglio qualsiasi sono decisamente peggio. Sono tutto sommato un popolo gentile, che ride spesso e che spesso prende in giro il viaggiatore. Amano fare le foto con voi. Da quando sono qui avrò fatto almeno una ventina di foto con persone che mi hanno fermato per la strada chiedendomi se potevano fare una foto con me. Se sono in due, a fermarmi, prima una foto con uno e poi con l’altro. Ho una teoria: o la barba e i capelli lunghi mi hanno reso un figo da paura e in molti vogliono avere una mia fotografia sul comodino, oppure l’essere occidentale ha un fascino irresistibile per loro. Spero nella prima, ma credo nella seconda. Se vi chiedono qualcosa in cinese e voi dite che non parlate cinese ma solo “Inglish”, loro ripetono “Inglish”, mugugnano un “Ah”, o un “Oh” e poi vi ripetono la stessa cosa in cinese o più lento o un po’ diverso. I più furbi ve lo scrivono su un pezzo di carta in cinese e vi guardano come a dire “Adesso è tutto chiaro, no?”.

I DENTI: affrontiamo la cosa da un punto di vista matematico. Il 10% dei cinesi ha i benti bianchi. Questi individui si trovano per lo più in televisione e sui cartelloni pubblicitari. Il 40% dei cinesi ha i denti gialli. Un giallo che può andare dal giallo tenue, pastello, al giallo che di notte si illumina. Un altro 30% ha i denti cha vanno dall’ocra gialla al mogano. Il restante 20% ha i denti neri o non li ha affatto. Queste percentuali si spostano in favore del nero nelle campagne e a favore del giallo nelle città. Il bianco resta sempre confinato nelle tv e nei cartelloni. Per quello che riguarda la disposizione dei denti all’interno del sorriso, bè, diciamo che ci si sbizzarrisce. Solo un sorriso, forse due, su dieci sono come uno se li immagina. Gli altri vanno da qualche dente che ha deciso di crescere per i fatti suoi a un maxi tamponamento sull’autostrada gengivale con decine di denti coinvolti. Uno spettacolo certo non adatto ai bambini. Non so perchè la situazione sia questa. Forse ci sono pochi dentisti o forse i cinesi non li amano e non ci vanno. Il punto è che qui fare il dentista è di sicuro un lavoraccio: i clienti sono scarsi e per visitare quelli che si presentano ci vuole del fegato. Tanto fegato.

I BAGNI PUBBLICI: qui dentro il pudore non esiste. Generalmente sono costituiti da una lamierona di alluminio o di ferro alla cui cima è posto un tubo bucato che fa uscire l’acqua continuamente. Scritto sembra più bello di quello che non sia in realtà. Qui la gente fa a cazzotti per trovare un posticino. Tu sei lì, hai Jimmy in mano, e uno da dietro ti sposta perchè vuole pisciare anche lui, proprio lì dove sei tu. Si vede che è il suo posto oppure anche pisciare con uno straniero è una cosa da raccontare ai nipotini. E se vi scappa la cacca? Non c’è problema. Generalmente dalla parte opposta degli urinatoi sta un fosso, un canale che corre lungo tutto il bagno dove potete fare la cacca tranquillamente. Ogni tanto c’è una divisoria. Le porte non ci sono sempre e quando ci sono arrivano alla vita. Tanto se dovete cagare state chinati, quindi che bisogno c’è di una porta intera? Inoltre se qualcuno deve vedere se è occupato o no, così fa prima. Butta l’occhio e se vi vede chinati passa oltre. Una chicca: lungo il fosso c’è l’acqua corrente, quindi se vi mettete nell’ultima divisoria e aspettate un po’, potete vedere tutto quello che hanno mangiato quelli davanti a voi. Vi assicuro che è un’esperienza.

QUALCHE PREZZO:

1 Euro = 8.5 Youan Cinesi

Pacchetto di Marlboro: 13Y

Bottiglietta di Coca Cola da 0.6l: 6Y

Mc Big Mac menu medio al Mc Donald’s: 20Y

Un letto in camerata in ostello: da 25 a 40Y circa

Un biglietto dell’autobus urbano: 3Y circa

Un piatto di noodles da una baracchina per strada: 5Y

Una confezione di noodles liofilizzati: da 4 a 6Y

Un panino coi ciccioli: non esiste (tristezza)

Tutto ciò il National Geographic non ve lo dice, però questa non è finzione letteraria: è la realtà, o almeno quella che io ho visto con i miei occhi. Parola di viaggiatore.


Uomini e Topi

Guilin, Guanxi, 21 feb 2011, giorno 41, ore 3:55, ostello

Breve riassunto degli ultimi due giorni. I Diaolou si sono rivelati una delusione. Non ne sto a scrivere perchè è troppo tardi, voglio solo mettermi in pari e andarmene a dormire. Non mi piace scrivere oggi del ieri, amo la diretta.

Oggi sono stato a Guangzhou (Canton) nell’attesa dell’autobus che mi portasse dove sono ora. Una città estremamente caotica e disordinata che però merita una visita. Magari breve. Oggi ho preso anche la mia prima metro in Cina. E’ praticamente lo stesso sistema di Taipei, solo che a Taipei mi piaceva di più. Oggi ho fatto quaranta minuti di coda solo per prendere il gettone per poter entrare. Una ressa incredibile. Però è un sistema chiaro e in linea generale mi piace.

L’autobus per Guilin partiva alle 20:30. Io avevo il posto 4. Appena salito ho iniziato a cercare i posti e il mio era occupato da un ragazzo che aveva il 3. Il 4 era posto finestrino e quando fai un viaggio di sette, otto ore di notte, quel finestrino è l’elemento che ti fa dormire. Io però non dissi nulla e mi sedetti. Non è stata una mia decisione. Io volevo protestare e dire al tipo di alzare il culo e farmi sedere, ma non è successo. Più avanti avrei reso grazie per questa mia omissione, ma procediamo con ordine. Dopo mezz’ora di viaggio il ragazzo si volta e inizia a farmi domande. La solita routine. Io rispondo, e alle mie parole anche lui reagisce dicendomi che ero coraggioso. Questa cosa mi mette addosso una paranoia incredibile. Se nessuno mi dicesse nulla, io sarei tranquillo, ma quando uno del posto mi inizia a dire che sono coraggioso, la mia mente inizia a perdersi per delle vie che non portano a nulla di buono. Due ore e mezza dopo ne ho avuto un esempio. Non avevo fatto la pipì prima di salire a bordo e mi stava scoppiando la vescica. Mi ero anche un po’ addormentato e quando io mi addormento e poi mi sveglio devo pisciare. Garantito. Attendo un’ora e il bus si ferma. Non capisco dove siamo, sembra il retro di un magazzino, ma la gente scende e io non ce la faccio più. Guardandomi intorno e avvicinandomi alle latrine (non ai bagni) quel coraggio di cui si è tanto parlato mi abbandona passo dopo passo. Innanzitutto il tanfo. L’odore di piscio si sentiva a 15 metri di distanza. Il mio compagno di sedile era più scandalizzato di me. Entro nel locale delle latrine e trovo una specie di stalla per maiali piena di veri uomini cinesi che pisciano attaccato ai muri. Facce di quelle che non vorresti mai incontrare in un posto dove ti devi tirare fuori il pistolino. Facce che non vorresti mai incontrare. L’odore era insostenibile, io avevo la bocca sprofondata dentro alla giacca. Ci dovevo proprio andare. Mi avvicino al muro, tiro fuori Jimmy, sto per farla quando un topo mi passa in mezzo alle gambe, si butta nel piscio e schizza verso il canale di scolo. Ogni uomo ha un limite: il mio è stato quello. Ripongo Jimmy al sicuro ed esco. Mi scappava troppo però, dovevo farla. Faccio per avvicinarmi ad un angolo del cortile quando mi rendo conto che tutta l’area di parcheggio è circondata da topi. Uno qua, un paio là, tranquilli che sguazzavano nel piscio e nel sudiciume. Ho pensato che alla fine non era poi così male resistere un altro paio d’ore.

Risalito sull’autobus ho chiesto al ragazzo come si chiamasse quel posto, un posto dove il 2000 non è ancora arrivato. Ling Feng. Non sono sicurissimo del nome, lo riporto come lui me lo ha scritto sul taccuino. Se vi offrono un soggiorno gratis di una settimana non andateci. E’ un consiglio.

Sono arrivato a Gulin alle tre di notte. Il piano era arrivarci alle sei, ma a quanto pare qualcuno ha capito male. Ho viaggiato abbastanza per sapere che è meglio non arrivare in una stazione sconosciuta alle tre di notte, ma so anche che se capita non è un gran problema: è solo più costoso. Ho interpellato ancora una volta il ragazzo che era seduto accanto a me sul bus (bello non avergli sclerato in faccia per il posto) e tra una cosa e un’altra con un taxi sono arrivato in ostello e ho una camera. Fantastico. Non so ancora nulla di questo posto, è troppo buio. Però c’è internet e un bagno dove fare la pipì senza topi. Il massimo.