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Il far west australiano

Charters Towers, QLD, 10 ott 2012, ore 13:07, Mac Donald’s

Arriva un momento, durante un qualunque viaggio lungo la costa del Queensland, in cui ci si chiede che cosa c’è oltre al sogno. Che c’è al di là della collina? Cosa c’è dietro quella sottile striscia di alture che separano la regione costiera dal resto del continente australiano? Oggi è stato il mio momento, e oggi sono andato avedere.

Lasciando Townsville lungo la Flinders Highway, si sente subito la mancanza del mare. La temperatura è torrida, la strada sullo sfondo inizia a tremolare e tutto intorno non c’è nulla. A perdita d’occhio solo terra rossastra coperta da erba secca e qualche macchia di alberi. Ogni tanto si incontrano delle abitazioni, per lo più baracche di lamiera o case di legno. Difficile dire se siano o meno abitate. Spesso si incontrano carcasse di animali morti lungo la strada, con uccelli simili a grandi aquile marroni che ci roteano sopra o intente a divorarne i resti sull’asfalto. La sensazione di vivere nei cartoni animati del Fer West è molto forte. Questa sensazione si acquisce a Ravenwood, una città di 190 abitanti a circa 75 km a sud dalla Highway principale. Questa città era una città mineraria cresciuta per via dell’oro che era stato trovato nei suoi campi. Oggi l’oro non c’è più, così come non ci sono più tutti gli uomini che lo cercavano alla fine dell’800. Però sono rimasti tanti rottami a testimoniare la corsa all’oro passata e soprattutto alcuni edifici storici e l’atmosfera di questa città semi fantasma. Appena giunti in città ci si chiede se sia o meno la città che si cercava. Nessuno alla vista, case dall’aspetto di baracche circondate da lunghe erbe gialle e arse dal sole e polvere alzata dall’aria torrida che spira dall’outback. Un vecchio albergo, vecchio almeno quanto la città, ospita alcune persone che guardando al mio van con un dragone disegnato sul fianco con un occhio a metà tra il ridicolo e lo stupore. Non so quanta gente passi di qui, ma sono sicuro che dagli abitanti sono visti come pazzi. Chissà chi siano veramente i pazzi. Proseguendo lungo la strada una chiesetta sulla collina saluta i viaggiatori che avanzano sulla carreggiata. E’ davvero una costruzione in stile “casa nella prateria”. Costruita in legno, su un’ altura, con il vecchio cancello di pietra ancora in piedi ed il piccolo campanile esterno con attaccata la campana. Mi immagino persone venirci ancora in chiesa la domenica; le donne con il fazzoletto bianco in testa e lunghi vestiti a pizzi mentre gli uomini hanno lunghi baffi neri, cappelli a tesa larga ed abiti scuri.

Lì vicino un cartello attaccato ad un palo reca la scritta “Halloween Ball”. E’ situato dinnanzi ad una tettoia coperta solo per tre lati. E’ tipo la balera del paese, il luogo di assemblea degli abitanti in occasione di feste o cerimonie speciali. La prossima è quella di halloween e pensare che tutti gli abitanti si troveranno lì, che tutti sapranno chi manca o chi è sparito a metà serata mi fa sorridere e venire i brividi allo stesso tempo. Chissà come deve essere la vita in un posto così. Una vita di altri tempi senz’altro, a contatto con la natura e con i compaesani come forse non accade più.

Seguendo la Highway si giunge infine a Charters Towers, una città molto più grande ma dall’atmosfera simile. Lungo la strada si vedono carri pieni di bestiame ed al Mac Donald’s la bacheca cittadina riporta gli eventi di tornei e rodei. Anche qui, tutto un altro mondo. La costa e la civiltà sono lontani anni luce e l’Australia che mi immaginavo è un po’ più vicina. Yee Haaa.

P:S. L’unica costante è che nei mac Donald’s la gente beve frappè al cioccolato con panna montata mentre ingurgita Big Mac e patatine. Anche i bambini. Brividi di altro genere….

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