Just another WordPress.com site

Bandolero stanco

Xining, Cina, alt. 2275 m, 3 apr 2011, giorno 82, ore 18:04, ostello

Finalmente ho lasciato Langzhou. Devo dire che è stata la più brutta città che abbia mai visto in Cina. Mi metteva addosso una gran tristezza, mi sentivo lontano da casa. Non ci sono ostelli, a Langzhou, e la mia solitudine era accresciuta da una squallidissima camera in un albergo da film horror senza servizi, doccia e internet. I servizi c’erano, ma il loro stato era tale per cui era come se non ci fossero stati.

Adesso sono a Xining. La prima cosa che colpisce all’arrivo sono i palazzoni. Credo di anon averne mai visti tanti in vita mia. Dalla stazione dei treni al centro si passa per un quartiere composto da palazzoni di cinquanta piani come minimo e tutti in costruzione. Se ne contavano a decine. Immagino che la crescita demografica da queste parti sia prevista altissima per gli anni a venire. Dal mio lato, se mi dovesse capitare di comprare uno di quegli appartamenti, vi chiedo di spararmi. Sarebbe cosa assai gradita, piuttosto che vivere in quella giungla di asfalto e cemento.

Torniamo a parlare di Tibet. A Lanzhou sono riuscito a fare il versamento per il deposito sul tour. Quei bravi ragazzi a Chengdou hanno aspettato proprio fino all’ultimo per inoltrare i documenti all’ufficio competente, forti del dubbio che io fossi un truffatore dei più assidui. Ne risulta che il permesso, se mai dovesse arrivare, arriverà il 7 di aprile, che è lo stesso giorno in cui dovrò prendere il treno per Lhasa. Treno che è impossibile prenotare senza presentare il permesso di viaggio. La morale della favola è che domani dovrò andare in stazione a cercare un cinese che compri al posto mio il biglietto per Lhasa. Se non dovessi trovarlo, o dovessero esserci delle difficoltà a livello di comunicazione, cosa non improbabile, sarebbe interamente un problema mio, a detta dei ragazzi di Chengdou. Ho qualche scrupolo riguardo alla riuscita del mio intento, soprattutto sono stanco di lottare contro questo gigante che sembra non avere il minimo interesse a farsi raggiungere dal sottoscritto. Se non fosse che il Tibet è anche la porta di accesso al Nepal, devo ammettere che forse vi avrei rinunciato. La mia filosofia di viaggio ha protestato con clamore contro la mia ostinazione a voler perseguire quella meta. Viaggiare dovrebbe essere un piacere, non una tortura come lo è diventato negli ultimi giorni. Eppure, ciononostante, eccomi qui, a sperare che tutto si risolva per il meglio e a continuare ad alimentare quella fiducia che con tanta solerzia ho riposta in sconosciuti. Non mi resta dunque altro da fare che godermi Xining e i suoi palazzoni, sperando che il mio umore migliori e che questa stanchezza mi lasci così come mi ha trovato. Se non altro qui ho internet, quindi posso gozzovigliare allegramente e compiacermi dei risultati sportivi che mi giungono dall’Italia. Dalla Cina forza Milan.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s